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CONSULENZA
PSICOLOGICA GRATUITA (presso lo studio di Corso Trieste 59a
- ROMA).
Servizio di orientamento alla psicoterapia
e ai gruppi terapeutici e di formazione.
Lo studio di psicologia clinica e psicoterapia offre la possibilità
di richiedere un primo colloquio con il dott. Sergio Stagnitta,
psicologo-psicoterapeuta, l'obiettivo è quello di orientare
un'eventuale domanda di aiuto relativa ad un
disagio personale e/o familiare oppure,
più semplicemente, per ricevere informazioni generali sulla
psicoterapia.
Le persone che ne faranno richiesta avranno a disposizione un colloquio
di 50 minuti gratuito.
Per fissare un appuntamento è possibile telefonare al numero:
347.5904275 oppure scrivere all'indirizzo: sergio.stagnitta@libero.it
Per maggiori informazioni consulti la sezione
Come contattarmi |
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(in ordine alfabetico)
Heinrich
Boll, Foto di gruppo con signora
La protagonista femminile dell'azione, nella prima parte, è una
donna di 48 anni, germanica: alta m. 1,71, pesa kg. 68,8 (in abito da
casa), perciò ha solo 300-400 grammi meno del peso ideale.
Heinrich
Boll, Opinioni di un clown
Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare
al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto
a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere le scale della
stazione, risalire altre scale, deporre la borsa da viaggio, levare
il biglietto dalla tasca del soprabito, consegnare il biglietto, dirigersi
verso l'edicola dei giornali, comperare le edizioni della sera, uscire,
far cenno a un tassì. Per cinque anni quasi ogni giorno sono
partito da qualche luogo e sono arrivato in qualche luogo, la mattina
ho disceso e salito le scale di stazioni, il pomeriggio ho disceso e
risalito scale di stazioni, ho chiamato un tassì, ho cercato
la moneta nella tasca della giacca per pagare la corsa, ho comperato
giornali della sere alle edicole e, in un angolo riposto del mio io,
ho gustato la scioltezza perfettamente studiata di questo automatismo.
Italo
Calvino, Il barone rampante
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio
fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse
oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d'Ombrosa, le
finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno,
e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell'ora,
nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla
poco mattiniera Corte di Francia, d'andare a desinare a metà
del pomeriggio. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie.
Cosimo disse: - Ho detto che non voglio e non voglio! - e respinse il
piatto di lumache. Mai s'era vista disubbidienza più grave.
Italo
Calvino, Il castello dei destini incrociati
In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte
aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici
viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso, smontai di sella
in una corte buia, stallieri silenziosi presero in consegna il mio cavallo.
Ero senza fiato; le gambe mi reggevano appena: da quando ero entrato
nel bosco tali erano state le prove che mi erano occorse, gli incontri,
le apparizioni, i duelli, che non riuscivo a ridare un ordine né
ai movimenti né ai pensieri.
Italo
Calvino, Il cavaliere inesistente
Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia. Carlomagno
doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre
ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate,
un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole
tenute a fuoco lento.
Italo
Calvino, La giornata d'uno scrutatore
Amerigo Ormea uscì di casa alle cinque e mezzo del mattino.
La giornata si annunciava piovosa. Per raggiungere il seggio elettorale
dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate,
ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo
fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi
segno di vita.
Italo
Calvino, Le cosmicomiche
"Lo so bene!" esclamò il vecchio Qfwfq "voi non
ve ne potete ricordare ma io sì. L'avevamo sempre addosso, la
Luna, smisurata: quand'era il plenilunio - notti chiare come di giorno,
ma d'una luce color burro, pareva che ci schiacciasse ...
Italo
Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore
Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno
un viaggiatore di Italo Calvino.
Rilassati. Raccogliti.
Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda
sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là
c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: "No,
non voglio vedere la televisione!" Alza la voce, se no non ti sentono:
"Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!" Forse non ti
hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida:
"Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!"
O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.
Italo
Calvino, Marcovaldo
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti,
di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da
fieno che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò
chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi.
Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che prendeva proprio
lì ogni mattina il tram. Aveva questo Marcovaldo un occhio poco
adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne
luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l'attenzione,
mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto.
Italo
Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno
Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere
diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d'arcate che
traversano la striscia di cielo azzurro carico.
Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe
qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano
piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde;
fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta
in mezzo per l'orina dei muli.
Italo
Calvino, Il visconte dimezzato
C'era una guerra contro i turchi. Il visconte Medardo di Terralba, mio
zio, cavalcava per la pianura di Boemia diretto all'accampamento dei
cristiani. Lo seguiva uno scudiero a nome Curzio.
Le cicogne volavano basse, in bianchi stormi, traversando l'aria opaca
e ferma.
- Perché tante cicogne? - chiese Medardo a Curzio, - dove volano?
Mio zio era nuovo arrivato, essendosi arruolato appena allora, per compiacere
certi duchi nostri vicini impegnati in quella guerra. S'era munito d'un
cavallo e d'uno scudiero all'ultimo castello in mano cristiana, e andava
a presentarsi al quartiere imperiale.
- Volano ai campi di battaglia, - disse lo scudiero, tetro, - Ci accompagneranno
per tutta la strada.
Albert
Camus, Lo straniero
Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma
dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti."
Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
L'ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri.
Prenderò l'autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio.
Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera.
Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa
simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l'aria contenta. Gli ho
persino detto: "Non è colpa mia." Lui non mi ha risposto.
Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo.
Albert
Camus, La caduta
Potrei, egregio signore, senza rischiare d'importunarla, offrirle i
miei servizi? Temo che lei non sappia farsi intendere dall'esimio gorilla
che presiede ai destini di questo locale. In effetti, egli parla soltanto
olandese. Se non mi autorizza a patrocinare la sua causa, non indovinerà
che lei desidera del ginepro. Ecco, oso sperare che m'abbia capito;
quella scrollata di capo deve significare che si arrende alle mie ragioni.
Infatti si muove, si affretta con saggia lentezza. Lei è fortunato,
non brontola. Quando si rifiuta di servire, gli basta un brontolio:
nessuno insiste.
Albert
Camus, La peste
I singolari avvenimenti che dànno materia a questa cronaca si
sono verificati nel 194... a Orano; per opinione generale, non vi erano
al loro posto, uscendo un po' dall'ordinario: a prima vista, infatti,
Orano è una città delle solite, null'altro che una prefettura
francese della costa algerina.
Lewis
Carroll, Alice nel paese delle meraviglie
Alice cominciava ad essere stanca di sedere accanto alla sorella sulla
panca, e di non aver nulla da fare: una o due volte aveva gettato uno
sguardo sul libro che la sorella stava leggendo, ma in esso non si scorgevano
né figure né dialoghi: "A cosa serve un libro - si
domandò Alice - senza figure né dialoghi?"
Lewis
Carroll, Attraverso lo specchio
Una cosa era certa: la gattina bianca non c'entrava per niente; la colpa
era tutta della gattina nera. Infatti, la gattina bianca nell'ultimo
quarto d'ora si era lasciata lavare il musino dalla vecchia gatta (con
una discreta dose di pazienza, tutto sommato); e questo vi dimostra
che lei non ci aveva messo mano nel misfatto.
Anton
P. Cecov, Dalle memorie di un uomo irascibile
Io sono un uomo serio, e il mio cervello ha un indirizzo filosofico.
Anton
P. Cecov, Nelle tenebre
Una mosca di media grandezza s'insinuò nel naso del sostituto
procuratore, consigliere di corte Gàghin. L'avesse punta la curiosità
o, forse, vi fosse capitata per storditezza, o a causa delle tenebre
fatto è che il naso non resse alla presenza di un corpo estraneo
e accennò uno starnuto.
Anton
P. Cechov, L'oratore
Un bel mattino seppellivano l'assessore di collegio Kirill Ivanovic
Vavilonov, morto per due malanni tanto diffusi nella nostra patria:
una cattiva moglie e l'alcolismo.
Anton
P. Cechov, Il vendicatore
Fedor Fedorovic Sigaiev, poco dopo aver sorpreso la moglie sul luogo
del delitto, stava nel negozio d'armaiolo Schmucks & Co. e andava
scegliendosi una rivoltella adatta. Il suo viso esprimeva collera, cruccio
e una irrevocabile risoluzione.
Anton
Cecov, La signora col cagnolino (Racconti)
Si diceva che sul lungomare fosse comparsa una faccia nuova: una signora
con un cagnolino. Dmitrij Dmitric Gurov, che era a Jalta da due settmane
e ormai si era abituato alla vita del villeggiante, si dimostrò
subito incuriosito alla notizia di una faccia nuova. Un giorn, seduto
nella veranda dell caffè Vernet, vide passare sul lungomare una
giovane donna bionda, di statura media, con un berretto, seguita da
un volpino bianco.
Anton
Cecov, Il monaco nero (Racconti)
Andrej Vasil'ic Kovrin, professore universitario, aveva lavorato troppo
e si sentiva esaurito. Non faceva nulla per curarsi, ma un giorno, per
caso, davanti a una bottiglia di vino, ne parlò con un amico
medico che gli consigliò di passare la primavera e l'estate in
campagna.
Fëdor
M. Dostoevskij, I fratelli Karamazoff
Era un bel mattino, chiaro e caldo, verso la fine d'agosto. La riunione
della famiglia Karamàzoff in casa dello starets Zossima doveva
aver luogo alle undici e mezzo. Come estrema risorsa, s'era ricorso
a questa adunanza d'un consiglio di famiglia sotto il patronato del
venerabile vegliardo, per risolvere il dissidio sorto tra Fedor Pavlovic
Karamàzoff e il suo figlio primogenito Dmitri Fedorovic. La situazione
tra il padre e il figlio era estremamente tesa. Dmitri Fedorovic pretendeva
l'eredità di sua madre e Fedor Pavlovic sosteneva di aver già
dato a suo figlio tutto ciò che gli era dovuto.
Fedor
M. Dostoevskij, L'idiota
Verso le nove di mattina, alla fine di novembre, con un tempo di sgelo,
il treno della linea Pietroburgo - Varsavia filava a tutto vapore verso
Pietroburgo.
Fëdor
M. Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo
Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo
di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male
e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato,
anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente
superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono
abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori,
non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non
lo capirete. Be', io invece lo capisco.
Fedor
M. Dostoevskij, Il giocatore
Finalmente ero di ritorno dopo un'assenza di due settimane. Già
da tre giorni i nostri si trovavano a Roulettenburg. Credevo di essere
atteso con chi sa quale ansia, e invece mi sbagliavo. Il generale mi
accolse con una disinvoltura eccessiva, mi parlò squadrandomi
dall'alto in basso e mi mandò da sua sorella. Era evidente che
in qualche luogo erano riusciti a procurarsi del denaro.
Fëdor
M. Dostoevskij, Delitto e castigo
In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera,
un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto
nel vicolo di S, e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso
il ponte di K.
Philip
K. Dick, Ubik
Alle tre e trenta della notte del 5 giugno 1992, il miglior telepate
del Sistema Solare scomparve dalla mappa situata negli uffici della
Runciter Associates a New York City. Ciò diede inizio allo squillo
dei videotelefoni.
Umberto
Eco, Il nome della rosa
In principio era il Verbo, e il Verbo
era presso Dio, e il Verbo era Dio.
Gustave
Flaubert, Madame Bovary
Eravamo allo studio, quando il Rettore entrò, seguito da uno
nuovo, vestito ancora dei suoi abiti borghesi, e da un bidello che portava
un gran banco. Quelli che dormivano si destarono, e tutti si alzarono
in piedi, come sorpresi in mezzo al lavoro.
Natalia
Ginzburg, Lessico famigliare
Nella mia casa paterna, quandero ragazzina, a tavola, se io o
i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo
cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: «Non fate malagrazie!»
Se inzuppavamo il pane nella salsa, gridava: « Non leccate i piatti!
Non fate sbrodeghezzi! Non fate potacci!»
Sbrodeghezzi e potacci erano, per mio padre, anche i quadri moderni,
che non poteva soffrire.
William
Golding, Il signore delle Mosche
Il ragazzo dai capelli biondi si calo' giu' per l'ultimo tratto di roccia
e comincio' a farsi strada verso la laguna, Benche' si fosse tolto la
maglia della scuola, che ora gli penzolava da una mano, la camicia grigia
gli stava appiccicata addosso, e i capelli gli erano come incollati
alla fronte. Tutt'intorno a li il lungo solco scavato nella giungla
era un bagno di vapore.
David
Herbert Lawrence, L'amante di lady Chatterley
La nostra è un'epoca fondamentalmente tragica, anche se ci rifiutiamo
di considerarla tale.
Il cataclisma c'è stato, siamo tra le rovine, ma ricominciamo
a ricostruire piccoli habitat, a riavere nuove piccole speranze. E'
un compito non facile; la strada verso il futuro è piena di ostacoli
che dobbiamo aggirare, scavalcare.
Franz
Kafka, Metamorfosi
Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti,
si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto.
Franz
Kafka, America
Quando il sedicenne Karl Rossmann, mandato in America dai suoi poveri
genitori perché una cameriera l'aveva sedotto e aveva avuto un
figlio da lui, entrò con la nave a velocità ridotta nel
porto di New York, vide la Statua della Libertà, che già
stava contemplando da tempo, come immersa in una luce d'un tratto più
intensa.
Franz
Kafka, Il castello
Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella
neve. La collina non si vedeva, nebbia e tenebre la nascondevano, e
non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello.
K. si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla strada
maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente.
Franz
Kafka, Il processo
Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza che avesse
fatto niente di male, una mattina fu arrestato.
Gabriel
Garcia Marquez, L'amore al tempo del colera
Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il
destino degli amori contrastati.
Gabriel
Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano
Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre
l'aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Robert
Musil, L'uomo senza qualità
Sull'Atlantico
un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un
massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna
tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere
si comportavano a dovere. La temperatura dell'aria era in rapporto normale
con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più
caldo come con quella del mese più freddo, e con l'oscillazione
mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna,
le fasi della luna, di Venere, dell'anello di Saturno e molti altri
importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari
astronomici. Il vapore acqueo nell'aria aveva la tensione massima, e
l'umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che
quantunque un po' antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella
giornata d'agosto dell'anno 1913.
George
Orwell, 1984
Era una fresca e limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano
l'una.
Georges
Perec, La vita istruzioni per l'uso
Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo,
una maniera un po' pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene
a tutti e a nessuno, dove la gente s'incontra quasi senza vedersi, in
cui la vita dell'edificio si ripercuote, lontana e regolare.
Johann
Wolfgang von Goethe, Le affinità elettive
Edoardo - chiameremo con questo nome un ricco barone nel fiore dell'età
virile - aveva trascorso la più bella ora d'un pomeriggio d'aprile
nel suo frutteto, per innestare sui tronchi giovani, certe marze che
aveva da poco ricevuto.
Daniel
Pennac, La fata Carabina
Era inverno a Belleville e c'erano cinque personaggi. Sei, contando
la lastra di ghiaccio. Sette, anzi, con il cane che aveva accompagnato
il Piccolo dal panettiere. Un cane epilettico, con la lingua che gli
penzolava da un lato.
Luigi
Pirandello, Uno, nessuno, centomila
"Che fai?" mia moglie mi domandò vedendomi insolitamente
indugiare davanti allo specchio. "Niente" le risposi "mi
guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo
dolorino".
Mia moglie sorrise e disse: "Credevo ti guardassi da che parte
ti pende".
Edgar
Allan Poe, Gli assassinii della rue Morgue
Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per
sé, poco suscettibili di analisi; le valutiamo esattamente solo
nei loro risultati; tra l'altro, sappiamo che per coloro che le possiedono
sono una fonte di vivissima gioia.
Luigi
Pintor, La signora Kirchgessner
Quando venni al mondo, un giorno di settembre, ci fu un contrattempo
premonitore. Era stabilito in famiglia che mi chiamassi Piero, in onore
di uno zio paterno militare di carriera. Ma un secondo zio, funzionario
in colonia, mori' di meningite fulminante e in sua memoria fui ribattezzato
Lodovico.
A nessuno venne in mente un imparziale Pierlodovico, che avrebbe accontentato
tutti e fugato infausti presagi.
Marcel
Proust, Alla ricerca del tempo perduto
A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la
candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo
il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora
più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava;
volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare
sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che
poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega
un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il
libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco
I e Carlo V.
Queneau,
Raymond, I fiori blu
Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno,
il Duca d'Auge salì in cima al torrione del suo castello per
considerare un momentino la situazione storica.
La trovò poco chiara.
Raymond
Queneau, Esercizi di stile
Sulla S. in un'ora di traffico. Un tipo di circa venticinque anni, cappello
floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo,
come se glielo avessero tirato.
Raymond
Queneau, Il diario intimo di Sally Mara
13 gennaio
E' partito.
Raymond
Queneau, Zazie nel metrò
Macchiffastapuzza, si chiese Gabriel, arcistufo.
Antoine
de Saint-Exupéry, Il piccolo principe
Quando avevo sei anni ho visto, una volta, una magnifica figura, in
un libro sulla foresta vergine che si chiamava Storie vissute. Rappresentava
un serpente boa nell'atto di inghiottire un animale.
Arthur
Schnitzler, Il ritorno di Casanova
A cinquantatré anni Casanova, da tempo non più spinto
a vagare per il mondo dal giovanile piacere dell'avventura, ma dall'inquietudine
dell'avanzante vecchiaia, fu preso da una così intensa nostalgia
per la sua città natale, Venezia, che cominciò a girarle
intorno simile a un uccello che vien giù a morire calando da
libere altezze in sempre più strette volute.
Stendhal
(Henri Beyle), Il rosso e il nero
La piccola città di Verrières può passare per una
delle più graziose della Franca Contea. Le sue case bianche,
dai tetti aguzzi di tegole rosse, si stendono sul pendio di una collina,
le cui minime sinuosità son poste in evidenza da macchie di robusti
castagni. Qualche centinaio di piedi sotto le sue fortificazioni, costruite
un tempo dagli Spagnoli ed ora in rovina, scorre il Doubs. Sul lato
nord la città è protetta da un'alta montagna, una delle
diramazioni del Giura. Le cime frastagliate del Verra si coprono di
neve fin dai primi freddi d'ottobre.
Italo
Svevo, La coscienza di Zeno
Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole
poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s'intende, sa dove piazzare l'antipatia
che il paziente mi dedica.
Antonio
Tabucchi, Sostiene Pereira
Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica
giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare
che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era
in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di metter su la pagina culturale,
perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale,
e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte.
Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le
cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che
scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro,
un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva
gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a
Pereira è impossibile dirlo.
Lev
Tolstoj, Anna Karenina
Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è
invece disgraziata a modo suo.
Voltaire,
Candido o l'ottimismo
Viveva in Westfalia, nel castello del barone di Thunder-te-tronckh,
un ragazzo a cui la natura aveva fatto dono di un dolcissimo carattere.
Il suo aspetto denunciava la sua anima. Univa un notevole giudizio allo
spirito più semplice, e per questo, credo, era chiamato Candido.
Virginia
Woolf, Gita al faro
Sì, di certo, se domani farà bel tempo" disse la
signora Ramsay. "Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo"
soggiunse.
Virginia
Woolf, La signora Dalloway
La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.
Virginia
Woolf, La camera di Jacob
"Ragione per cui" scriveva Betty Flanders, affondando sempre
più i calcagni nella sabbia "ragione per cui non restava
che andarsene."
Consulenze
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