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Tratto
da Psicocafé
DALLA
PRIMA PAGINA ...
Pensieri
paranoici della vita quotidiana
Daniel
Freeman del Wellcome Trust e i suoi colleghi dell'Istituto di psichiatria
del King's College di Londra hanno pubblicato uno studio molto interessante
sul British Journal of Psychiatry. Interessante per largomento
(i pensieri paranoici) e per la metodologia utilizzata (la realtà
virtuale immersiva).
Duecento volontari hanno indossato il classico casco per la realtà
virtuale e sono stati immersi in un vagone virtuale della metropolitana
di Londra per un ideale viaggio di 4 minuti tra una stazione e laltra.
Il vagone era popolato di avatar che simulavano individui intenti per
lo più ai casi loro: qualcuno legge il giornale, qualcuno è
in piedi, qualcun altro incrocia brevemente lo sguardo dellosservatore,
un altro ancora abbozza un sorriso.
Alla fine dellimmersione ai soggetti è stato chiesto di
commentare il comportamento o le caratteristiche degli avatar incontrati
nel virtual tube.
I risultati hanno evidenziato che il 60% dei partecipanti ha ritenuto
amichevole o neutrale il comportamento o gli atteggiamenti degli avatar,
ma un bel 40% ha fatto almeno un commento tipo questi:
Cera un tipo che mi spaventava, ho tentato di allontanarmi
da lui. Sono sicuro che mi abbia guardato più di una volta.
Una ragazza ha mosso la mano. Sembrava come se fosse una ladra
e volesse passarla sulla persona che stava di fronte a lei.
Mi sentivo intrappolata fra due uomini nello spazio della porta.
Come donna sono molto sospettosa riguardo agli uomini. Non mi piace
stare vicino agli uomini."
Cera qualcosa di subdolo in un ragazzo. Come se stesse per
fare qualcosa assalire qualcuno, piazzare una bomba, dirmi qualcosa
di sgradevole, essere aggressivo.
Queste
evidenze hanno fatto affermare ai ricercatori che anche nella popolazione
non clinica, in particolare non schizofrenica, è possibile rintracciare
pensieri a contenuto persecutorio in quantità maggiori rispetto
a quanto comunemente si pensi.
Per di più, in certi tipi di contesti ambientali, come quello
di una metropolitana in cui si è intrappolati in uno spazio angusto
e senza sostanziale e immediata via di fuga, nonché in ambienti
in cui si è con facilità oggetto dell osservazione
distratta e vagante degli altri, i pensieri persecutori si svilupperebbero
con maggiore frequenza.
Naturalmente anche caratteristiche di personalità o condizioni
psicologiche transitorie giocano un ruolo nel determinare la maggiore
o minore predisposizione a produrre pensieri sospettosi o paranoici.
Queste caratteristiche possono essere la bassa autostima e una generale
sensazione di fragilità personale oppure lansia temporanea,
che possono determinare unattenzione selettiva per i segnali più
allarmanti provenienti dallambiente o linterpretazione in
senso minaccioso di segnali oggettivamente neutrali o equivalentemente
ambigui.
Cè da dire che lambientazione della metropolitana,
per di più quella londinese, è probabilmente un po
favorente lemersione dei pensieri paranoici, a causa
degli attentati terroristici il cui ricordo è ancora piuttosto
vivido nella mente delle persone.
Inoltre mi piacerebbe conoscere bene le istruzioni date ai partecipanti.
E infatti possibile che essi abbiano pensato di dover
rintracciare qualcosa di particolare o strano
nei passeggeri virtuali e siano andati a cercare il dettaglio significativo
piuttosto che rilevare una sostanziale tranquillità della situazione.
La rivista che ospita larticolo è però autorevolissima
ed è ragionevole ritenere che i ricercatori abbiano tenuto sotto
controllo questa possibilità, evitando di condurre i partecipanti
laddove era ipotizzato che andassero
Piccola annotazione sulla metodologia: la realtà virtuale sta
entrando prepotentemente nella ricerca psicologica e sono certa che
presto diventerà uno strumento utile anche nella valutazione
clinica e nel trattamento psicoterapeutico. Molti guardano a tutto questo
con scetticismo e pregiudizio, ma cè da scommetterci, di
realtà virtuale sentiremo ancora parlare in psicologia.
Guardatevi
il video
di come è stato condotto lesperimento, dura 1 minuto.
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