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Studio di psicologia clinica e di psicoterapia - Corso Trieste 59 a - Roma
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TEORIA
DELLATTACCAMENTO
John
Bowlby, il più importante discepolo di Darwin, rimase impressionato
dallevidente vantaggio adattivo presente nella protesta che il
bambino esprime di fronte alla separazione, e cioè la protezione
dai predatori.
Tre
sono le caratteristiche che contraddistinguono lattaccamento:
la prima caratteristica è la ricerca di vicinanza a una
figura preferita, la seconda caratteristica è leffetto
base sicura. Lessenza della base sicura è che
essa crea un trampolino per la curiosità e lesplorazione.
Dove non esiste base sicura, lindividuo è in uno stato
di inquietudine e fa ricorso a manovre difensive (come la scissione
della rabbia etc.) allo scopo di minimizzare la sofferenza per langoscia
di separazione e, se necessario, manipolare il sostegno a scapito di
un sodalizio veramente reciproco. La terza caratteristica è
la protesta per la separazione.
LO
SVILUPPO DEL SISTEMA DI ATTACCAMENTO
Le componenti più comunemente riconosciute dal comportamento
di attaccamento aventi la funzione di stabilire e mantenere la prossimità
sono:
1. segnali che inducono un avvicinamento ad esempio il sorriso;
2. comportamenti avversivi come il pianto, che realizzano la
stessa funzione;
3. attività muscolari, la locomozione, che dispongono
lavvicinamento del bambino ai suoi cargiver.
Lontogenesi
del sistema di attaccamento può essere utilmente suddivisa in
tre fasi.
Prima fase: 0-6 mesi. Orientamento e pattern di riconoscimento.
I bambini appena nati non sono in grado di distinguere una persona dallaltra,
ma reagiscono intensamente al contatto umano. Verso la quarta settimana
rispondono con un sorriso al volto umano, evocando negli altri un sorriso
di rispecchiamento, per cui quanto più la madre risponde con
un sorriso tanto più il bambino continuerà a sorridere.
Stern (1985) considera lo sguardo reciproco tra madre e bambino come
lelemento chiave nello sviluppo del mondo interno del bambino.
Linvariabilità del viso della madre dà al bambino
un senso primitivo di storia, di continuità attraverso
il tempo che è indispensabile per la costruzione del senso del
sé. Oltre al guardare è anche importante il tenere. A
questo proposito Bowlby fa un esplicito riferimento al concetto di holding
elaborato da Winnicott (1971) il quale intendeva connotare con questo
non solo il sostegno fisico, ma anche lintero sistema psicofisiologico
di protezione, sostegno, cura e contenimento che circonda il bambino
e senza il quale egli non sopravviverebbe né fisicamente, né
emotivamente.
Intorno al terzo mese diventa evidente come abbia inizio una relazione
di attaccamento: il bambino discrimina di più mentre guarda,
ascolta e reagisce differentemente alla voce di sua madre, piange in
modo diverso se lei se ne va o se si allontanano altre persone, la saluta
differentemente e comincia ad alzare le braccia verso di lei per essere
preso in braccio. La madre ovviamente risponde a questi segnali e si
stabilisce così un sistema reciproco di feedback e di omeostasi,
che porta ad una reciproca conoscenza, elemento centrale per una relazione
di tipo sicuro.
Seconda fase: 6 mesi-3 anni. Attaccamento set-goal
(scopo programmato)
Verso i 7-8 mesi il bambino comincia a mostrare lansia per
lestraneo (Spitz, 1958), facendosi silenzioso e aggrappandosi
alla madre in presenza di un estraneo. Bowlby descrive lattaccamento
di questo periodo come basato su set-goal. Il set goal per il bambino
è mantenersi abbastanza vicino alla madre: usarla come base sicura
per le esplorazioni (questo è il periodo in cui inizia la locomozione)
quando la minaccia ambientale è al minimo, ed esibire proteste
per la separazione o segnali di pericolo quando ce nè bisogno.
Il sistema è ovviamente a feedback, il comportamento di attaccamento
è una relazione reciproca, crea modelli operativi interni che
rappresentano la collocazione del sé e della figura di attaccamento.
Terza fase: dai 3 anni in poi. La formazione di una relazione
reciproca
Con lavvento del linguaggio sorge un pattern molto più
complesso che non può essere descritto in termini di semplice
comportamento. Il bambino può ora cominciare a pensare ai genitori
come a persone separate con propri scopi e progetti, ed escogitare modi
per influenzarli.
Attaccamento e dipendenza rimangono attivi lungo tutto il ciclo di vita,
sebbene nella vita adulta non siano evidenti allo stesso modo che nei
bambini piccoli. Bowlby vedeva nel matrimonio la manifestazione adulta
dellattaccamento. Egli evidenzia infatti come il rapporto tra
coniugi costituisca una base sicura cui entrambi possono attingere nei
momenti di difficoltà, e che consente ad entrambi di realizzarsi,
anche promuovendo e lasciando spazio allesplorazione, individuale
e comune.
I
MODELLI OPERATIVI INTERNI (MOI)
Il bambino in fase di sviluppo costruisce una certa quantità
di modelli di se stesso e degli altri basati su pattern ripetuti di
esperienze interattive, si tratta di modelli rappresentazionali relativamente
fissi, stabili e duraturi che il bambino usa per predire il mondo e
mettersi in relazione con esso, e che persistono anche nelletà
adulta, poiché non sono facilmente modificabili dalle esperienze
successive.
Il termine operativo suggerisce che la rappresentazione è un
processo dinamico e il termine modello suggerisce che la struttura delle
rappresentazioni è relazionale e riproduce la relazione - struttura
del mondo reale.
Funzione dei modelli operativi interni: pianificare, prendere
decisioni, interpretare. I modelli operativi del Sé e delle figure
di attaccamento emergono dalla ripetuta esperienza di modelli di interazione
diadici e sono dunque sempre complementari.
Le aspettative di risposta delle figure di accudimento hanno dunque
una notevole importanza. Esse permettono al bambino, e poi alladulto,
di prevedere il comportamento dellaltro e guidano le risposte
individuali, specie in situazioni di ansia e di bisogno. Nei primi anni
di sviluppo i modelli operativi sono relativamente aperti al cambiamento.
Ne deriva che i bambini possono sviluppare separati e indipendenti modelli
di attaccamento, in relazione al mutare della qualità degli scambi
con le figure dattaccamento.
Nellinfanzia i modelli iniziano a solidificarsi e si gerarchizzano
fino a diventare caratteristiche della personalità del soggetto
più che caratteristiche della relazione. I teorici dellattaccamento
postulano una relativa stabilità dei modelli di attaccamento
nel corso della vita, tuttavia un cambiamento nello stile di attaccamento
è possibile anche nella vita adulta, ciò non toglie che
nel corso del cambiamento, o a cambiamento avvenuto, in fasi di particolare
stress non si ricorra ai vecchi modelli di riferimento. Ladattamento
individuale così come lo vede Bowlby è un processo continuo
e attivo nel quale una persona reagisce e modella il proprio ambiente
interpersonale. Vedremo come questo concetto sia stato preso da Bowlby
direttamente dagli scritti di Piaget. Assimilazione e accomodamento
sono infatti due elementi cardini anche per la teoria bowlbiana.
QUATTRO SISTEMI DI MODELLI OPERATIVI INTERNI
A. Aspettative relative a particolari caratteristiche interattive
dei cargiver primari stabilite nel primo anno di vita e successivamente
elaborate; B. Rappresentazioni di eventi attraverso le quali
è possibile la codifica e il recupero di memorie generali e particolari
di esperienze relative allattaccamento. C. Memorie autobiografiche
attraverso le quali specifici eventi sono associati concettualmente
tra loro a causa della loro relazione con una narrazione personale continua
e una comprensione evolutiva di sé. D. Comprensione delle
caratteristiche psicologiche di altre persone (mediante linferenza
e lattribuzione di stati mentali motivazionali come i desideri
e le emozioni, e stati mentali epistemici come intenzioni e convinzioni)
e possibilità di differenziarle da quelle del sé.
Per
i Modelli Operativi Interni (MOI) consultate questo lavoro tratto da
www.neuroscienze.net: Modelli
Operativi Interni. Griglie di Lettura del Mondo di Francesco Albanese
Il
bambino diviene capace di utilizzare questo sistema rappresentazionale
per predire il proprio e laltrui comportamento insieme a stati
intenzionali contingenti e temporanei inferiti a partire da una particolare
situazione.
Lattaccamento stimola lo sviluppo cognitivo.
LA
STRANGE SITUATION
La Strange Situation è una procedura standardizzata di laboratorio
originariamente costruita con lintento di esaminare lequilibrio
tra comportamenti di attaccamento e di esplorazione, in condizioni di
bassa e alta tensione emotiva in bambini di un anno di età. È
un dramma in miniatura di venti minuti, costituito da otto episodi:
Primo
episodio. Durata: 30 secondi. È di fatto una fase di preparazione
alle successive. La madre (o altra figura adulta verso cui si voglia
osservare la relazione di attaccamento del piccolo) e il bambino vengono
introdotti nella stanza di osservazione, munita di specchio unidirezionale,
ove vi sono due sedie ed alcuni giocattoli. La madre viene fatta accomodare
e le viene chiesto di fingere la lettura di una rivista, mentre il bambino
viene posto vicino ai giocattoli, lasciato libero di esplorare lambiente
o coinvolgere il genitore, se lo desidera;
Secondo
episodio. Durata: 1 minuto e 30 secondi. Ha inizio la procedura
vera e propria. La madre è impegnata nella lettura della rivista,
il bambino nel gioco;
Terzo
episodio. Durata: 3 minuti. Nella stanza fa ingresso una sperimentatrice
"estranea" che si siede di fianco alla madre e, dopo un minuto,
interagisce con questa. Dopo un altro minuto lestranea interagisce
direttamente col bambino, cercando di coinvolgerlo in un gioco comune.
Lo scopo del terzo episodio è di osservare le reazioni del piccolo
nei confronti di una persona non familiare e di verificare se, e con
quali modalità, questo utilizzi il genitore per valutare la situazione
nuova e se si lasci o meno coinvolgere nellinterazione proposta
dalla sperimentatrice;
Quarto
episodio. Durata: 3 minuti o meno. La madre esce dalla stanza, lasciando
il piccolo in compagnia dellestranea. Questa prima separazione
dal caregiver permette di osservare le strategie adottate dal piccolo
per far fronte alla situazione di potenziale disagio, le risorse e le
abilità che eventualmente mette in campo e leventuale messa
in atto di comportamenti di ricerca nei confronti della figura di attaccamento;
Quinto
episodio. Durata: 3 minuti o più. Il genitore rientra nella
stanza e rimane da solo col bambino per i successivi tre minuti, durante
i quali ha la possibilità di consolarlo qualora richieda contatto
o conforto, in caso contrario al genitore viene chiesto di lasciare
il bambino libero di continuare le attività che sta svolgendo.
Durante questa fase è rilevante osservare le modalità
con cui il bambino si ricongiunge al genitore, dunque se ricerca vicinanza
e contatto, o se al contrario sembra ignorare il suo ritorno, mostrandosi
autonomo o addirittura indifferente;
Sesto
episodio. Durata: 3 minuti o meno. Il genitore esce dalla stanza,
lasciando il bambino completamente solo. Si tratta della seconda separazione
proposta dalla procedura e per molti bambini rappresenta la fase più
drammatica dellosservazione. Alcuni bambini si disperano e manifestano
chiaro disagio per la separazione. In questo caso la procedura viene
immediatamente interrotta. Questo episodio permette di osservare le
modalità di coping del bambino (vale a dire le sue capacità
di far fronte alla separazione) quindi se manifesta disagio o mancanza
della figura di attaccamento, ricercandone la presenza;
Settimo
episodio. Durata: 3 minuti o meno. Lestranea rientra nella
stanza, anchessa col ruolo di supporto alle iniziative del bambino.
Lo scopo di questo episodio è quello di valutare se e come il
bambino utilizza lestranea come figura di attaccamento sostitutiva
e come reagisce al fatto che la separazione venga interrotta da una
persona che non sia la figura di attaccamento. Ci si aspetta infatti
che la separazione abbia attivato il sistema dellattaccamento
e che il bambino, allarrivo dellestranea, mostri una certa
delusione, rimanendo in attesa del ritorno del genitore;
Ottavo
episodio. Durata: 3 minuti o più. Il genitore torna nella
stanza, fermandosi sulla porta, dando così al bambino la possibilità
di rispondere spontaneamente, dopodichè lo prende in braccio.
Lultimo episodio è particolarmente importante per la valutazione
dellattaccamento. Si possono osservare infatti le risposte e le
iniziative del piccolo nei confronti del genitore, se ricerca vicinanza,
contatto fisico e interazione, se appare contento, rassicurato, o al
contrario indifferente, passivo o arrabbiato. Infine è possibile
osservare se la presenza della figura di attaccamento è necessaria
e sufficiente a consolare il piccolo e se questo appare in grado di
riorganizzarsi dopo la situazione di stress e di riprendere lesplorazione
e lattività di gioco.
STILI
DI ATTACCAMENTO
1. ATTACCAMENTO SICURO
Questi bambini sono in genere (ma non invariabilmente) angosciati dalla
separazione. Al momento della riunione salutano il loro genitore, ricevono
conforto, se ce nè bisogno e poi tornano a giocare felici
e soddisfatti.
2. INSICURO-EVITANTE
Questi bambini mostrano pochi segni aperti di angoscia per la separazione
e ignorano la madre al momento della riunione, specialmente nella seconda
occasione quando presumibilmente lo stress è maggiore; rimangono
guardinghi nei confronti della madre e inibiti nel gioco.
3. INSICURO-AMBIVALENTE (INSICURO-RESISTENTE)
Sono fortemente angosciati dalla separazione e non possono essere facilmente
pacificati al momento della riunione; cercano fortemente il contatto,
ma resistono scalciando, scappando, strapazzando e buttando via i giocattoli
che gli vengono offerti; continuano ad alternare stati di rabbia e momenti
in cui si stringono violentemente alla madre, mentre il loro gioco esplorativo
è inibito.
4. INSICURO-DISORGANIZZATO
Questo piccolo gruppo è stato evidenziato recentemente: questi
bambini mostrano una gamma diversificata di comportamenti confusi, come
il restare paralizzati o fare movimenti stereotipati quando
vengono riuniti ai loro genitori.
Vengono classificati come attaccamento disorganizzato casi in cui, nella
Strange Situation, i bambini mostrano di cercare la vicinanza della
figura di attaccamento durante la separazione, per poi evitarla attivamente
durante la riunione. Sono anche considerati casi di attaccamento disorganizzato
quelli in cui i bambini si muovono verso la figura di attaccamento con
la testa girata in altra direzione, in modo da evitarne lo sguardo,
o quelli in cui la richiesta di vicinanza è immediatamente seguita
da chiare manifestazioni di paura, di immobilità improvvisa o
di fuga. Non di rado, durante lesecuzione di azioni in cui tendenza
allavvicinamento e tendenza allallontanamento coesistono,
si manifestano nei bambini con attaccamento disorganizzato anche espressioni
del volto e posture che suggeriscono lesperienza di alterazioni
funzionali dellattenzione e della coscienza, simili a quelle osservabili
negli stati di trance (Main, 1995; Main & Hesse, 1992; Main &
Morgan, 1996): sguardo fisso nel vuoto, perdita di espressività
del volto, posizioni anomale del corpo, movimenti particolarmente rallentati,
tonalità vocali insolite che risulta difficile attribuire alluno
o allaltro stato emozionale comunemente evocati nella Strange
Situation (paura, collera, tristezza, interesse).
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