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Sergio Stagnitta
Psicologo-Psicoterapeuta
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Modello di sviluppo: dal carattere normale al patologico
Nel corso dello sviluppo il bambino deve attraversare una serie di crisi che rappresentano momenti ove viene messa in discussione la struttura e la modalità relazionale di quella specifica fase, per una situazione maturativa e più evoluta.
Queste crisi, tappe fondamentali dello sviluppo, sono innescate anche dalla progressiva maturazione biologica del bambino che sviluppa nuove potenzialità e capacità, rendendo anacronistiche quelle precedenti.

Le tappe di sviluppo fondamentali, dopo quella della nascita sono:

a) Riconoscimento dell'oggetto come unico: ovverosia il passaggio del rapporto da oggetto parziale ad uno totale. É in questa fase che compare l'angoscia per la perdita dell'oggetto (6-8 mesi).

b) Svezzamento. Questa fase corrisponde non tanto ad un fatto materiale, quanto piuttosto al passaggio da una fase di totale dipendenza ad una di maggiore autonomia, favorita anche dalla maggiore capacità espressiva verbale legata all'acquisizione del linguaggio (8-10 mesi).

c) Fase esplorativa: è la capacità di movimento, di deambulazione che permette al bambino di allontanarsi attivamente dall'oggetto, ma di poterne però individuare la presenza, mediante il richiamo e l'ascolto (12-18 mesi).

d) Individuazione: il bambino comincia a distinguere nettamente l’Io dal non-Io e soprattutto comincia ad esprimersi in prima persona, usando il pronome Io, e a riconoscere l'immagine di se stesso allo specchio come propria (18-24 mesi).

e) Conoscenza del diverso: il bambino scopre di essere fisicamente e poi psichicamente diverso. E' una crisi fondamentale per lo sviluppo e l'identità psichica e sessuale (2-3 anni).

f) Incontro con l'esterno: conoscenza di una nuova realtà, quella sociale e quindi accettazione di un mondo diverso da quello familiare (3-5 anni).
Questi anni sono sicuramente importanti e fondamentali per la struttura del carattere: è ovvio che la possibilità di un ulteriore crescita e di cambiamento rimane sempre aperta e possibile. Però dobbiamo ritenere che le strutture basilari, normali o patologiche, nell’arco di questi anni sono formate.

Dai 5 anni in poi possiamo ritenere in linea di massima, che non ci siano più crisi fondamentali bensì una fase di quiescenza che permette al bambino l’acquisizione e l’apprendimento di sempre più complesse strutture conoscitive e di nuove capacità. É questa la fase dello sviluppo delle competenze sociali, delle capacità relazionali, l’apprendimento di categorie logiche sempre più complesse, l’acquisizione dei valori e degli ideali. E’ ovvio che questo processo è tanto più facilitato quanto più ci troviamo di fronte a una struttura di un carattere normale.
g) Pubertà: intorno ai 10-12 anni si presenta l’ultima fondamentale crisi che è la pubertà. La modificazione somatica più o meno rapida rimette in discussione le strutture psicologiche precedentemente consolidate. E alla pubertà seguirà quella delicata fase che è l’adolescenza che con l’assunzione di una identità sessuale rappresenta anche la fine dei grandi cambiamenti psicologici e l’apertura completa verso la vita come avventura autonoma e irripetibile.
Le crisi comunque non debbono essere considerate come un momento puntiforme, ma come delle fasi che possono essere più o meno lunghe: comunque è sono fasi dove (come l'etimologia indica) ci deve essere una scelta, tra la sicurezza della situazione attuale e l'avventura verso una situazione nuova e quindi sconosciuta.
Le crisi rappresentano quindi momenti decisivi perché implicano una scelta.

Esordio della patologia borderline
Vi sono diverse teorie relative all’esordio della patologia, generalmente si fa risalire l’esordio vero e proprio intorno ai 14/16 anni di età, momento nel quale la persona inizia a sviluppare una personalità più strutturata. È questo un momento estremamente delicato che prevede il passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza vera e propria. Iniziano le prime esperienza relazionali con persone dell’altro sesso, i primi innamoramenti, le attività intellettuali e fisiche si scontrano con sentimenti di competizione sempre più forti, le relazioni sociali diventano sempre più complesse e soprattutto inizia quella delicata fase di separazione dai genitori incentivata dai primi e veri contrasti, dalle divergenze di opinione. Questo passaggio è fondamentale e generalmente porta l’adolescente verso quella delicata fase di svincolo che ha come obiettivo il transito verso l’età adulta.
Questi sono soltanto alcuni degli stravolgimenti che vive l’adolescente. Se una persona arriva in questa fase senza quegli strumenti acquisiti sin dalla nascita, grazie ad un buon rapporto in particolare con le persone che si sono presi e si prendono cura di lei, potrebbero esserci delle ripercussioni più o meno gravi che possono bloccare il suo sviluppo naturale. Naturalmente questo non significa automaticamente strutturare una patologia grave, per questo motivo cercheremo di approfondire le teorie che descrivono le cause di una patologia borderline partendo dalla primissima infanzia.


TEORIA DELL'ATTACCAMENTO


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